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L'emozione della prima volta

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bruno21
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L'emozione della prima volta

Messaggio da bruno21 » 11 gen 2013, 20:55

Nessuno era dietro a me per suggerirmi quando ferrare e neppure mi avrebbe consigliato durante il recupero quando avrei dovuto forzare oppure quando lasciarlo sfogare per non correre il rischio di perderlo, con me c’era solo un amico ai comandi, poco esperto di pesca, in attesa dei miei ordini, intanto il pesce stava prendendo velocemente filo, mentre la frizione del mulinello gracidava allegramente riempiendo l’aria di quel suono.

Era ancora buio pesto, quando mollato gli ormeggi iniziavo a scendere il fosso Reale di Livorno che mi avrebbe portato al porto Mediceo e poi in mare.
Il cielo cominciava leggermente a schiarire quando doppiai la punta rocciosa dalla quale si innalza la torre metallica, sulla cui sommità è situata la sala di controllo del porto e che gli amici livornesi chiamano Livorno radio.
A qualsiasi ora del giorno e della notte, questi scogli sono sempre popolati da un discreto numero di pescatori, che, con le loro canne, insidiano le spigole e le orate massicciamente presenti attorno alla scogliera.
Doppiata la punta virai dirigendomi all’uscita sud del porto che viene chiamata la Vegliaia.
Cedetti i comandi a Davide e mentre ci avvicinavamo misi in pesca le due cannette innescate con le matassine autocostruite una gialla ed una rosa.
Dissi a Davide di portarsi sui due nodi di velocità, spengendo un motore, e di non allontanarsi troppo dal frangiflutti, avevo già visto due o tre attacchi senza esito, probabilmente erano occhiate o piccoli sugarelli, poi finalmente la prima aguglia.
Non era della taglia che avrei voluto, era più piccola, ma la misi ugualmente a nuotare nella vasca del vivo.
Mi accorsi che quel giorno i pesci preferivano il giallo e mi adeguai alle loro richieste sostituendo la matassina rosa.
Seguirono altre quattro o cinque aguglie, ma queste veramente troppo piccole, per cui le rimisi subito in mare, poi, proprio sulla punta esterna ci imbattemmo in un branco di dimensione giusta, ne salpai una, poi un’altra, ci ripassammo sopra dopo un’ampia virata ed altre quattro finirono in vasca, potevano bastare.
Liberai la prima che avevo tenuto perché “non si sa mai” e poi via verso la secca scelta per trainare in questa nostra uscita.

La secca di mezzo canale, così viene chiamata questa vasta area rocciosa, si eleva da un fondale circostante di una cinquantina di metri e il suo sommo è a circa otto metri, questa zona è molto frequentata dai sub data l’accessibile profondità e proprio su un fondale di 10 metri hanno installato una croce votiva.
Nella parte più a ponente, dopo aver degradato dolcemente fino a trenta metri, improvvisamente forma un ciglio che sprofonda a cinquanta metri, questo ciglio, ben visibile sulle carte nautiche, prende il nome di Ciglio Scandaglio.
Tutta la superficie della secca è ottima sia per la traina sia per il drifting, ai grossi predatori stanziali e di passo.
Personalmente quando traino preferisco seguire le batimetriche sui 25/30 metri, percorrendola su e giù in senso W / E sia nella parte nord, ma soprattutto nel suo lato meridionale, secondo me, meglio frequentato.
Il rischio che si corre trainando è quello di trovare le reti di posta, per cui prima di iniziare a pescare è bene sincerarci della loro presenza ed eventualmente tenere conto della loro ubicazione, per cui ispezionammo il percorso, senza vedere nessun segnale degli odiatissimi tremagli, decisi così di proseguire.
La tecnica prescelta era quella di trainare con il piombo guardiano, senza affondatori che a mio avviso comportano diversi svantaggi rispetto alla più semplice tecnica che stavamo adottando, per cui innescai l’aguglia trapassandogli il becco con l’amo trainante e chiudendo il becco tramite un anellino in silicone ricavato tagliandolo da un tubetto.
L’amo pescante invece lo piazzai all’altezza della pinna anale trafiggendo l’aguglia accuratamente e delicatamente sottopelle, facendo fuoriuscire la punta e l’ardiglione come descrivono i sacri testi.
La posai in acqua provando a farla nuotare e vidi con soddisfazione che il pesce si muoveva con disinvoltura come se fosse libera anziché innescata con due ami robusti.
Intanto stavamo navigando attorno ad un nodo di velocità per cui procedetti a mettere l’aguglia in pesca.
Feci scorrere i venti metri di finale in fluorocarbon e quando arrivò la girella che lo collegava al multifibre, agganciai nell’anello posteriore il moschettone legato al nylon di un metro che recava dalla parte opposta un piombo da 600 grammi, il piombo guardiano appunto.
Lo calai sul fondo ed una volta che aveva toccato, riavvolsi multifibre per cinque giri di manovella del mulinello, tarai la frizione in modo che qualsiasi piccola resistenza dell’esca permettesse al mulinello di mollare filo.
Rifeci nuovamente la manovra di far toccare il piombo e recuperare e mi accinsi a preparare l’altra canna.
Ripetei tutta l’operazione, ma questa la misi in pesca molto staccata dal fondo, quasi a mezz’acqua, stavamo percorrendo un tratto abbastanza pianeggiante sui 28 metri e la posizionai sui quindici metri di profondità.
Mi sedetti sul cofano di un motore che è appena fuori la cabina di guida, in modo da controllare le canne e allo stesso tempo conversare con il mio amico Davide alla guida.
La canna di sinistra, quella sul fondo, ebbe un sussulto ed io mi precipitai nel pozzetto sfilandola dal portacanne da incasso.

Continua
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Re: L'emozione della prima volta

Messaggio da Kraken » 11 gen 2013, 22:32

Mi metto comodo e leggo!!!!! :pop :pop :pop :pop :pop :pop :birr :birr :birr :birr :birr :birr
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Re: L'emozione della prima volta

Messaggio da bebo » 12 gen 2013, 11:58

:smt026 :smt026 :smt026 :smt058 ;)
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Re: L'emozione della prima volta

Messaggio da Marenostrum66 » 13 gen 2013, 00:34

Caro Bruno,

I tuoi racconti sono bellissime storie di mare che vanno ben oltre la pesca :smt055 :smt055 ... sono vere e proprie storie di emozioni ed avventura... e dovrebbero lasciare la loro traccia fra "le nostre avventure...." :clap :clap :clap

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Re: L'emozione della prima volta

Messaggio da marcoevo » 13 gen 2013, 11:42

Beh secondo me ci dovrebbe essere proprio una nuova sezione intitolata I RACCONTI DI BRUNO21 ...tanto ormai il nick è anche la sua firma.....
Sono sprecati confusi nel forum ....e tendono ad andare nel dimenticatoio......
marco

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Re: L'emozione della prima volta

Messaggio da Kraken » 13 gen 2013, 16:10

marcoevo ha scritto:Beh secondo me ci dovrebbe essere proprio una nuova sezione intitolata I RACCONTI DI BRUNO21 ...tanto ormai il nick è anche la sua firma.....
Sono sprecati confusi nel forum ....e tendono ad andare nel dimenticatoio......
Chissà che non accada un fatto del genere,dai tempo al tempo!!!! :smt039 :smt039 :smt039 :smt039
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Re: L'emozione della prima volta

Messaggio da bruno21 » 13 gen 2013, 17:26

Percepii subito la presenza del pesce, strinsi la frizione e ferrai con decisione sollevando di colpo la canna.
Mi sarei aspettato una reazione o quantomeno un appesantimento, ma niente di tutto questo si verificò, restai con la canna in mano non sapendo bene cosa avrei dovuto fare, se aspettare un’altra mangiata, se muovere l’esca sollevandola, ero indeciso e confuso, poi iniziai a recuperare per rendermi conto di quello che poteva essere accaduto laggiù sul fondo.
Arrivò il piombo guardiano che sganciai e lo appoggiai nel pozzetto all’interno di un contenitore affinché non rotolasse, poi continuai il recupero fino all’esca.
L’aguglia venne su divisa in due pezzi, mancava la parte centrale, liberai dagli ami i due pezzi rimasti della testa e della coda e li guardai attentamente, erano tagliati con una precisione estrema, nessuna sfrangiatura sui bordi, con le forbici non sarei stato capace di fare meglio.
Stavo commentando tutto ciò con Davide, quando l’altra canna ancora in pesca si piegò per un istante e poi ritornò dritta, il mulinello aveva ceduto si e no tre metri di nylon, questa volta decisi di aspettare prima di fare qualsiasi cosa, rimasi a fissarla per un minuto buono, ma non successe altro.
Mestamente mi accinsi a recuperare anche questa canna immaginando già a cosa mi sarei trovato di fronte, infatti, anche questa aguglia era esattamente nelle condizioni della precedente.
E’ proprio il caso di dire che non sapevo che pesci prendere, tutto quello che avevo letto su questa tecnica mi tornava alla mente ma in nessuno degli articoli stilati dagli ideatori della pesca con il vivo avevo letto qualcosa di simile.
Mi ricordai invece di un vecchissimo articolo scritto da colui che penso sia stato il primo trainista italiano, l’avvocato romano Bonanni che parlando della pesca al pesce serra, ne illustrava la sua furbizia e il suo morso che lo paragonava appunto ad una rasoiata.
C’era poco da fare se non rinnescare le canne e rimetterle in pesca come avevo fatto precedentemente, quando aprii la vasca però ebbi un’amara sorpresa, un’aguglia era agonizzante, nonostante il continuo ricambio di acqua, stava nuotando a pancia in su.
La presi e la rimisi in mare, nella vasca sarebbe morta inutilmente.
Con le due appena innescate, ne rimaneva una soltanto a disposizione, mi tornò in mente quella più piccola che avevo liberato e maledissi la fretta con la quale avevamo fatto rotta per la secca di mezzo canale, magari un’altra passata o due sul branco ci avrebbe consentito di prenderne ancora tre o quattro, ma, ormai, era inutile recriminare

Mi sedetti nuovamente sul cofano del motore e dissi a Davide di ripassare sul punto dove avevamo avuto le mangiate, se c’erano i serra probabilmente ci sarebbero stati anche altri pesci.
Davide iniziò una virata molto larga, girando sulla sinistra, dalla parte dell’esca a mezzo fondo, così facendo quella prossima al fondo avrebbe percorso più strada, sollevandosi leggermente, eliminando il pericolo di incaglio sul fondo.
Non appena si rimise dritto, in rotta per il punto indicatogli, la canna a mezz’acqua si piegò mentre il mulinello iniziò a cedere filo, vidi subito che non si trattava di una grossa preda, sollevai la canna dal suo supporto e ferrai.
La resistenza era moderata e il pesce venne a galla in pochi istanti, saltando e rituffandosi in acqua, facendo mille acrobazie prima di arrivare al retino, intanto Davide aveva tolto l’altra canna, salpando l’aguglia e rimettendola innescata nella vasca.
Mentre il pilota automatico faceva il suo dovere, retinavamo il pesce ormai non più misterioso.
Lo slamai valutando il serra attorno ai due chili, per combinazione l’amo trainante si era conficcato preciso sul labbro, altrimenti avrebbe facilmente reciso il terminale.
Innescai l’ultima aguglia e rimisi le due canne in pesca.
Mi riaccomodai sul cofano conversando con Davide ma senza mai perdere di vista le due canne, trascorse così un’altra ora, e per due volte controllai le esche trovandole sane e vispe come appena innescate.
Dissi a Davide di fare rotta verso ponente puntando dritto sul ciglio scandaglio e poi percorrere parallelamente al ciglio la batimetria dei trenta metri.
Davide manovrò benissimo prendendone il bordo iniziando da nord, non avevamo percorso neppure un quarto di miglio, quando la canna mezzo fondo partì improvvisamente.
Si flettè due volte prima di arcuarsi e rimanere in quella posizione, mentre il mulinello cedeva velocemente filo, la sfilai a fatica dal portacanne, e chiamai Davide affinché recuperasse l’altra e mi mettesse il pancerino con l’apposito bicchiere snodabile.
Ecco ora ero a posto, Davide era ai comandi e lo feci manovrare in modo che il pesce si trovasse al traverso, leggermente a poppa.
Cercavo di seguire puntualmente quanto avevo letto in proposito, ma l’emozione mi cominciava ad attanagliare, la bramosia della cattura stava prendendo il sopravvento sulla tecnica, avevo strinto la frizione per velocizzare, assurdamente, il recupero e stavo per perdere la mia preda.
Infatti, trascinato dalla frizione troppo serrata, il pesce si affondò e mi venne incontro, il filo stava quasi per toccare la chiglia ponendo fine al combattimento, quando mi resi conto che stavo sbagliando tutto, mi ripresi e impartii l’ordine a Davide per parare questa mossa, per fortuna fu Davide, anche lui emozionantissimo, che manovrando in maniera perfetta evitò sia lo sfregamento del filo sia le eliche.
Lentamente riprendevo il controllo dei nervi, lo sapevo che era una ricciola e anche grossa, molto grossa, la frizione ora era ben regolata, me ne rendevo conto perché riuscivo pompandola a farla avvicinare ed al tempo stesso, farle riprendere filo quando decideva di riaffondare, tutto questo in sicurezza, lontana dalla barca.
Sentivo chiaramente che ogni sua fuga era sempre più breve, stava perdendo forza, ma anche io non stavo scherzando, le braccia non le sentivo quasi più e la schiena mi bruciava per le troppe flessioni, ero stanco morto ma non mollavo, niente mi avrebbe fatto desistere, il cuore era impazzito sia per lo sforzo che per l’emozione ed il respiro si faceva sempre più corto, me ne rendevo conto ma ormai non contava più niente, io dovevo essere il vincitore, era il mio primo vero pesce, sapevo che molta della fatica che mettevo era solo a causa della mia inesperienza, nel futuro ce ne sarebbero state altre di queste battaglie con diversi esisti, ma questo pesce era mio, mio soltanto e lo volevo con tutto me stesso.
Ero arrivato al piombo guardiano e Davide s’incaricò di sganciarlo, mancavano ormai pochi metri, la forzai ancora un po’ e la vidi, la vidi sotto la superficie come una grande ombra, troppo grande, troppo bella, troppo bella per essere vera, eppure era lì, eccola, a galla, si lasciava trascinare senza opporre quasi resistenza se non quella dovuta al suo peso.
Davide aveva già impugnato il raffio e un secondo dopo il pesce era raffiato dal sotto vicino alle branchie, sembrava che Davide l’avesse già fatto decine di volte, invece era la prima anche per lui.
Con i guanti infilati la prese per gli opercoli mentre io tenevo il raffio e con uno sforzo la portammo a bordo.
Al peso segnò quasi 29 chili.
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Re: L'emozione della prima volta

Messaggio da gio72 » 13 gen 2013, 20:56

.................Sei GRANDE BRUNO...........ciao

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Re: L'emozione della prima volta

Messaggio da duchessa » 14 gen 2013, 11:02

:clap :clap :clap :clap
Carla

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Re: R: L'emozione della prima volta

Messaggio da fudino79 » 01 mag 2013, 16:19

Emozionante..

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Re: L'emozione della prima volta

Messaggio da sandro006 » 01 mag 2013, 22:12

emozionamte ............................................

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Re: L'emozione della prima volta

Messaggio da bruno21 » 02 mag 2013, 07:47

E' la prima volta che vedo un mio vecchio racconto "rispolverato" e riportato alla luce.
Chissà come hanno fatto a trovarlo immerso nel mare di argomenti molto più interessanti ed attuali.
A dire il vero non me lo ricordavo più finchè non ho cominciato a leggerlo, è stata la mia prima ricciola catturata nelle acque antistanti Livorno.
Grzie Fudino, grazie Sandro.
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